Irene boosted

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Se dopo trent'anni di festival si è arrivati a dare un minimo di riduzione del danno con acqua accessibile e stand con ragazzə che ti controllano le sostanze prima dell'uso, quanto tempo dobbiamo aspettare per tutto il resto?
Per me è indecente che nessunə dica niente, che non ci sia una decostruzione di tutto questo. Non è l'alternativa di cui abbiamo bisogno, perché non cambia nulla dal mondo fuori. Allora c'è da trovare un'alternativa all'alternativa.

(Fine)

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3
Non c'è eco femminismo e anticapitalismo e attenzione verso il cambiamento climatico se esiste la carne in un festival del genere, se non c'è alternativa vegana.
Non è bello se non ti puoi sedere per terra o lasciare il tuo bimbo giocare, se non riesci a sentire nulla perché l'impianto fa cagare.
Non è sicuro se si lasciano entrare i fasci.

(Continua)

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2
Parto affermando e sottolineando che sono le persone ospiti a definire se un luogo è inclusivo, femminista, anticapitalista, sicuro, bello e accogliente, una cosa così non può farlo l'organizzazione in sé.
Non c'è inclusione se non ci sono percorsi adatti per passeggini, anziani coi bastoni, ciechi, carrozzine; se non ci sono bagni decenti e assenti di carta igienica.

(Continua)

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1
Ho sempre frequentato come ospite e come "volontaria" i festival indipendenti del nord-est. So come funziona l'organizzazione, gli attivi che ci stanno dietro, i soldi, le assemblee, l'assemblaggio di tutto. Nonostante la mia consapevolezza del fatto che non rispecchiano nulla di quello che dicono, ieri sera con la mia solita fiducia verso questi ambienti, ho provato a tornarci dopo due anni e più di pandemia.
Sicuramente non ci tornerò mai più.


(Continua)

Il mio risotto vegano alla cipolla aromatizzata con rosmarino e salvia, peperoni/friggitelli, brodo di miso misto dado vegetale, senape e per mantecare il solito lievito alimentare.

Buono! Ma forse forse manca qualcosina che però boh non saprei.

Se ne va, finalmente, ma mi ha lasciato l'acidità in bocca. Elimiamo questa cosa per cui se un uomo sbronzo e molesto entra in un bar, bisogna servirlo ed essere accomodanti appunto perché è un cliente che paga. Perché per i commenti che ho ricevuto, le richieste insistenti, gli sguardi violenti, il disagio e il freezing della mia collega...chi paga? Noi. Sole.
E no, non è che se faccio la cameriera allora devo mandare giù la merda, perché quella la voglio restituire tutta a uomini come lui.

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di offrirci da bere o di uscire a cena, ma soprattutto dopo che mi ha squadrata per bene dicendomi «nemmeno tu sei messa male, sei proprio bella» guardandomi solo come un uomo del genere riesce a fare, gli ho urlato di smettere di commentare i nostri corpi, di finire la birra molto velocemente seduto lontano da noi, o ancora meglio di lasciarla lì e di andare via. Ero di fuoco, se non avessi indossato la maglietta del lavoro probabilmente gli avrei messo le mani addosso.
(Continua)

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Se il mio lavoro retribuito attuale è di cameriera in un bar, il mio lavoro quotidiano è combattere patriarcato, misoginia, violenze, molestie e tutte le infinite cose che si potrebbero aggiungere.
Stanotte a lavoro ero sola con una collega, tutto benissimo finché non è arrivato un uomo sulla 50ina, sbronzo, viscido e molesto. Non siamo riuscite a togliercelo di dosso per un tot, ma al suo ennesimo discorso omofobo, misogino e alle richieste continue
(Continua)

Pasta e fagioli mentre cuocio le tegoline in tecia che faceva la mia nonnina. Quando mi sento a casa cucino le cose di casa.

Ma non potevano mancare i veri bomber della serata che si rimettono fuori sotto l'ombrellone, mi chiamano e mi chiedono di asciugare tutto (che minchia vuoi asciugare se continua a piovere per dio), continuano a ordinare gin tonic e io che mi lavo sotto la pioggia per portare a questi stronzi i loro cocktails e poi rientro con il bancomat contactless, pagamento e riporto fuori il bancomat più scontrino.
Io boh dio santo, ma perché?

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Da un po' sto lavorando in un bar, ieri sera ha iniziato a piovere molto forte e molti clienti se ne sono andati. Era bellissimo, fresco, il rumore della pioggia che accompagnava gli album che finalmente ho scelto di fare ascoltare nel locale, poca gente che consumava.
(continua)

Quando non lavoro mi rilassa molto cucinare ascoltando musica. Dahl di lenticchie rosse, metà da surgelare per le cene che porterò a lavoro, hummus di cannellini (il mio preferito) che dura due giorni qui in casa, come la torta salata vegana di zucchine e tofu vellutato che finirà già stasera!

Salute mentale e fisica 

Questo mio continuare a non stare mai bene fisicamente e di conseguenza poi psicologicamente mi trascina in uno stato di profonda solitudine e depressione. Ho il terrore di non sapermi tenere un lavoro, di non essere capita né accolta. Se non sono le mestruazioni sono le cervicali, oppure le vertigini, oppure l'acidità, oppure l'ansia, oppure le emicranie, oppure la stanchezza infinita. Combatto parte di me che mi sta sabotando la vita? Dove trovo le forze?
Come si fa?

Lynch di mattina mi sveglia perché vuole giocare a rincorrersi o a "nascondino", poi si trasforma in una coccola fino alle 17 quando poi fa spazio alla sfida, agli agguati alle caviglie, alle unghie dove non dovrebbe farsele e alla richiesta di attenzioni mentre combina guai.
Questo è lui ieri sera dopo averlo sgridato perché stava masticando la bandiera appesa dietro.
Tra poco arriva l'ora in cui inizierà con questo sguardo qua, ma nel frattempo me lo godo coccolone.

Oggi esco dalla disoccupazione e ovviamente ho nausea e acidità. Cosa mai vorrà dire?
🤢

«La mia opinione è che, se davvero "ci saranno sempre persone abusanti", preferirei di gran lunga incontrarle in termini orizzontali, anziché avere sistemi sociali ed istituzioni che rendono esponenzialmente più pericoloso resistere loro o contrastarle. [...] L’anarchismo non riguarda solo la rimozione o la riduzione della capacità delle persone di fare del male, ma anche l’aumento della capacità delle persone di affrontare e contrastare il danno.»

Articolo super!

radicalantispeciesism.wordpres

Faccio queste torte più lunghe del porta torta così poi sono costretta a mangiarne un pezzo per riuscire a chiuderla 😏

Ovviamente vegana con mirtilli e banane

Ieri mi è stata fatta una proposta di lavoro a cui devo dare una risposta tra pochissimo.
Il lavoro sarebbe in Prefettura (raccolta dati per richiedenti asilo internazionali) per una cooperativa che ha vinto un bando.
Cose positive: l'orario, conoscere il mondo della Prefettura.
Cose negative: se dico sì non potrò andarmene fino allo scadere del bando e dunque 31 dicembre, ho un forte trauma con le forze dell'ordine e non penso di riuscire a starci insieme tutti i giorni.

Direi che ho deciso

Questa mattina sono stata a raccogliere pesche e albicocche con altre persone sconosciute in una cascina di Collebeato (Bs). Era per farci conoscere il luogo, il loro lavoro, il loro amore per la natura e il suo ciclo naturale senza manometterla, ma solo aiutandola a crescere.
È stato molto bello, il caldo lo sentivo meno perché stare a contatto con la natura mi fa bene allo spirito e alla psiche. Dovrei farlo più spesso, per ritrovarmi e sentirmi più leggera.

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