Consiglio la lettura di questo post di Ron Gilbert, intristito dalla risposta al reveal di Return to Monkey Island.

grumpygamer.com/when_i_made_an

Traduco: "Trovo ironico che la gente che non vuole farmi fare il gioco che voglio siano i fan più hardcore di Monkey Island. È ciò che più mi intristisce dei commenti."

Tutto questo perché nel 2022 ha deciso che la pixel art non era adatta alla sua visione.

Mie considerazioni nel prossimo toot.

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Questo è il motivo per cui, pur occupandomi di retrogaming e storia del videogioco, cerco sempre di smarcarmi dalla nostalgia.

Lo dico senza mezzi termini: se rompi le palle a Ron Gilbert perché il suo nuovo gioco non è in pixel art, non sei fan di Ron Gilbert. Sei fan della tua infanzia e basta.

Amo la pixel art e sono felice che abbia fatto Thimbleweed Park, ma la mossa di un monkey "moderno" mi sembra azzeccata. (segue)

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Ho avuto la fortuna di conoscere Ron Gilbert e sono veramente dispiaciuto per questa risposta, perché è evidente che gli ha fatto male.

Anche per questo cerco sempre di proiettare la mia passione per i giochi "vecchi" verso il futuro, raccontandoli alle nuove generazioni.

La nostalgia è un sentimento umano, ma se non la tieni a bada ne diventi vittima. Massima solidarietà a Ron Gilbert. (segue)

Per non parlare del fatto che la pixel art, in ambito indie, è una scelta ormai inflazionata, spesso fatta con poca cognizione di causa e senza la cultura e la capacità di quando era lo standard.

I giochi nuovi con una pixel art fatta bene si contano sulle dita di una mano.

Non vedo l'ora di giocare un Monkey Island del 2022, fatto come Gilbert lo farebbe oggi.

Anche la nostalgia può essere tossica.

(Poi lo stile può non piacere, ma un po' di sensibilità e consapevolezza, diamine!)

Chiosa finale: la pixel art di Thimbleweed Park era ok, ma non bellissima. I suoi momenti di grandezza erano negli sfondi di Mark Ferrari (aka dio), ma era comunque una pixel art imbastardita (pixel che girano?) e con molti punti deboli.

Secondo me Ron Gilbert ha preso una decisione valida e lucida.

@kenobit concordo su tutto. La pixel art è diventata una moda per seguire l’hype corrente, e Ron Gilbert ha tutta la libertà che vuole di creare un nuovo Monkey Island come meglio ritiene. Questa cosa succede spesso anche nel mondo della musica, un gruppo cambia genere e viene subito etichettato. Allora tu fan-atico ti meriti la stessa minestra per il resto della tua vita!

@kenobit a me fa particolarmente rabbia l'arroganza da "fan" di chi pretende di possedere in qualche modo l'idea di un monkey Island molto più del suo stesso creatore. E indicare così come deve essere fatto.
Senza considerare che avremo un Ron Gilbert's Monkey Island con piena libertà creativa. Un Gilbert Unchained sulla sua creazione più riuscita. Come poter partire prevenuti dopo un paio di screen? Manco fossero nel consiglio di amministrazione di devolver, ad aver paura di perdere soldi.

@ost Tra l'altro gli screenshot io li ho trovati bellissimi.

Eppure basta andare nella sezione commenti di un sito a caso e la prima roba che esce è quella.

Mi suona come: non lo voglio sentire il tuo disco nuovo, suona il tuo classico di quindici anni fa e scendi dal palco. Mi fa rimanere di sale, perché c'è proprio una mancanza totale:
1) di empatia
2) di rispetto
3) di comprensione della creatività

@kenobit fosse per i loro ragionamenti monkey Island 2 sarebbe dovuto uscire solo in EGA. E cos'è questa cosa IMuse? Eresia!
Già shenmue 3 dovrebbe aver messo in guardia sul rincorrere la nostalgia sia grafica che di game design.

@kenobit @ost ma poi se vogliamo dirla tutta quando è uscito MI3 la gente non si è certo disperata per essersi lasciata alle spalle i pixelloni, anzi, lo stile cartoonesco era piaciuto eccome. Gilbert qua ha scelto uno stile grafico un po' artsy che ha fatto storcere il naso a molti, secondo me anche per la scelta degli screenshot (artisticamente bellissimi ma molto cupi: danno un senso di freddezza dove i fan si aspettano irriverenza e anacronismi). Poi questi sono cafoni e amen, è internet :(

@ost @kenobit Il vero punto da sottolineare è proprio questo. Ho sempre l'impressione in molti settori di un effetto moda fortemente condizionante sulle masse, sono più innamorati 'dell'idea' piuttosto del gioco vero e proprio. Sono sicurissimo di come molti non sappiano chi possa essere Gilbert così come un Monkey Island pixelloso avrebbe fatto esclamare ai medesimi 'more the same'.

@ost @kenobit concordo a pieno con quello che dite e aggiungo che sono convintissimo che qualsiasi strada avesse scelto Gilbert, non sarebbe stata comunque quella "corretta" per i fan. Come diceva giustamente Fabio, molti sono legati alla nostalgia e all'emozione di quel periodo, non al piacere oggettivo, e lo dimostra anche il valore che ha il retrogaming "fisico". Purtroppo viviamo in un periodo storico in cui ci si lamenta e basta, in continuazione. Ma cosa ci è successo? Perché?

@optaylon @ost @kenobit Ci è successo che internet ha permesso a tutti di far sentire la propria voce al resto del pianeta, invece che solo al proprio circoletto di amici. In più, la conseguente cassa di risonanza invoglia a esprimersi perché trovi gente d'accordo con te e ti senti validato.

@kenobit Nemmeno avevo notato che le persone si lamentassero dello stile estetico di questa nuova opera: mi basta un nuovo MI di Ron Gilbert (sono una persona semplice) e mi trovi d'accordo con la tua opinione.
Ma volevo rispondere in merito a Thimbleweed Park, non sono un grande esperto di pixel art, ma io quella di TP l'ho trovata ben più che ok. Concordo che i momenti di grandezza sono gli sfondi, ma un avventura grafica è composta al 90% da sfondi! Personalmente l'ho trovato molto bello!

@giorgetti @togn3k
Eh, ti capisco. Per me è un discorso da fare. Ho letto quel post e mi si è stretto il cuore.

So che, al suo posto, ci sarei rimasto molto male.

@giorgetti Ahahahaha, no, poverino. Sono al 100% dalla sua <3

@kenobit lo so. Visto che siamo in argomento. Qualche giorno fa un livelloide a postato cosa di Timbleweed park. Non ti ho taggato per non riaprire la ferita. Trattava del testo di un libro della biblioteca inviato dal nostro compagno e selezionato per essere inserito nel gioco.

@togn3k anch'io l'ho trovato bello, non mi fraintendere.

Ma volendo fare i pignoli, secondo me non era pixel art all'altezza delle vecchie opere di Gilbert e soci.

@kenobit Non saprei. Il fattore nostalgia gioca un ruolo molto importante e rendere bene la pixel art ad altissima risoluzione non è un compito facile

@kenobit sta mania di giudicare i giochi dai teaser (sia in positivo che in negativo) è una cosa che proprio non sopporto e che mi fa sempre cadere le braccia.

@kenobit non credo ciecamente nel bis dei grandi nomi, anzi. La capacità di generare capolavori è limitata, a un certo punto la carica finisce e si potrebbe creare solo buona normalità. Opinione grossolana, ma la trovo realista quanto basta.
Proprio perché credo solo nei prodotti finiti e non del tutto in chi li crea, sono in disaccordo con le critiche negative.
Anche vero che se diventi famoso per un'opera di Lego ci si aspetta un'altra opera coi Lego. Mi stupisce non sia stato messo in conto.

@Archimed3 "Anche vero che se diventi famoso per un'opera di Lego ci si aspetta un'altra opera coi Lego." Questo però è un problema di chi si fa le aspettative. Non ci sono contratti e non sta scritto da nessuna parte.

Io, da Ron Gilbert, mi aspetto un gioco di Ron Gilbert. Che poi sia bello o no, lo vedremo. Ma qui, secondo me, c'è in ballo il diritto alla creatività di un'artista.

@kenobit hai ragione e potrei fermarmi qui.
Ma amo vedere il quadro generale e continuo a capire (senza approvare i modi) le ragioni dei pro pixel.
Le aspettative sono personali, ma anche le basi delle stesse.
Tu guardi e tuteli il cuoco, molti la pietanza su cui è stata accesa tutta l'attenzione, ciò su cui è basata l'aspettativa ufficiale.
Non deve uscire un nuovo di Gilbert, ma un nuovo Monkey Island cucinato da lui.
Qualche ingrediente sembra diverso, i futuri commensali s'interrogano.

@Archimed3 Capisco cosa intendi, ma il cuoco non ti deve niente.

Lo chef è un artista che cresce, impara, sperimenta. Ogni anno cambia menù. Lo fa, chiaro, correndo il rischio che le sue nuove pietanze non incontrino il gusto dei vecchi clienti.

Trovo legittimo che non piaccia (ma chi si esprime prima di assaggiare è superficiale), ma non che si dica allo chef di ripetersi.

Per quello ci sono le trattorie. :D

@kenobit sottile differenza, ammiro la precisazione e me la appunto.
Ma resta valido il dubbio, forse espresso partendo da premesse, pretese errate, ma valido, almeno mentre si aspetta sia pronto.

Va beh mi è venuta anche fame, la prossima volta solo accostamenti usando sassi e materiale del ferramenta ^^

@Archimed3 @kenobit ora però sparo la bomba: è meglio un Gilbert che "rinuncia" alla pixel art (che poi non è che fosse un suo tratto distintivo, era solo il design dell'epoca) o un Kojima che usa sempre gli stessi clichè in tutti i giochi che fa perchè sa che i fan lo amano per quello?

@QuasiMagia @kenobit ci sono troppe variabili, cioè ordini spaghetti perché vuoi spaghetti, ma il cuoco osa e ti manda pennette. Ha una visione della pasta diversa, migliore solo per questo? Bene, male? Chi lo sa, dipende dal risultato

Resto fermissimo sul fatto che bisognerà assaggiare e decidere con il proprio palato, a pietanza cucinata

Ma anche che se il cliente mentre assiste alla sostituzione di una delle caratteristiche del piatto, si rigirasse sulla sedia brontolando, capirei il gesto.

@kenobit @Archimed3 Che poi, da un artista che ci piace ci dovremmo aspettare solo che ci stupisca positivamente. Tutto il resto, il dove come quando, stà a lui.

@kenobit ricordo lo stupore e l'ammirazione la prima volta che lo vidi 😱

@kenobit la pixel art costa meno, tutti si menano, nessuno la sa fare, per questo ha rotto il cazzo :v

@kenobit Sottoscrivo tutto. E aggiungo che al fattore nostalgia (sempre più invasivo nel mercato) forse c'è anche la paura di ritrovarsi un prodotto come l'ultimo freddissimo Metal Slug in 3D che ha deluso molti (i nostalgici?). Io sono per la pixelart solo se ha ragione d'essere come in opere tipo Narita Boy. A proposito, piaicuto?

@Zed @kenobit Metal Slug 3D me l'ero proprio perso 😅 Prima di andarlo a cercare credevo parlassi del 6 con gli sfondi bruttissimi spoglissimi

@kenobit su sta cosa della pixel art, spesso mal realizzata, mi ci spacco la testa da parecchio. ho invece amato molto il lavoro di Lizardcube su Wonder Boy: The Dragon's Trap e Streets of rage 4 e speravo fosse l'inizio di un nuovo trend

@kenobit in effetti è allucinante. Io giochi sono belli o brutti al di fuori del mero aspetto grafico. Che sia 8K o pixel art il succo non cambia: l’estetica viene, imho, sempre in secondo/terzo piano.

Criticate Ron Gilbert, poi, per una scelta fatta da lui stesso su una SUA creatura, è stupido, irrispettoso e pure un po’ blasfemo

@kenobit esatto. Come quelli che rispolverano l'N64 e rimangono delusi.
La console sempre quella è, sono loro a essere cambiati. Giocarci dopo 20 anni non è la stessa cosa.

@kenobit “se rompi le palle a Ron Gilbert perché il suo nuovo gioco non è in pixel art, non sei fan di Ron Gilbert. Sei fan della tua infanzia e basta.”
Grazie Fabio.

@kenobit anche a me, assolutamente azzeccata. Sono curiosissimo di vedere lo sviluppo e il nuovo design di Guybrush (e lo dico da amantissimo della pixel art che a volte mi da pure da mangiare!).
Ma comunque, se anche il tempo non gli desse ragione (ne dubito), mi stupisco di come la gente abbia perso così tanto il senso della misura. Dai... c'è Ron Gilbert che sta facendo un nuovo MI! Tutto quello che si può e deve fare è sedersi con gli occhi a cuore ad aspettare che esca!

@kenobit
Per pura combinazione, quando sono sceso a Modena per visitare @videodom parlavamo proprio di quanto la nostalgia venga mitizzata al punto tale da divenire tossica e creando quelle schiere di retrogamer che vivono ancora come se il tempo si fosse fermato a 30/40 anni fa.
La nostalgia fine a se stessa, detto da uno che ha pure passato il suo periodo “retro Dio, il resto merda” (tempi molto bui), è dannosa e non fa bene a nessuno, se non all’ego di chi la predica.

@megafeb @kenobit @videodom se la nostalgia fosse legata solo alla singola persona con desiderio di rigiocare qualche vecchia gloria, non vedrei tutto questo male. Il problema è la monetizzazione dei ricordi e della memoria (con quel retrogusto del stare meglio quando si stava peggio) con il risultato finale di essere solo settari e molto saccenti (vedi quanto accaduto a Gilbert).

@Captain_64 @kenobit @videodom
Appunto.
Ma se fosse strettamente al rigiocarsi il proprio passato, allora significa tenersi a cuore quelle esperienze che ci hanno formato nel bene e sarebbe corretto condividerle.
Invece per molti la nostalgia diventa un “io/noi contro tutti” e diventa un pensiero elitario, ben lontano dai valori di comunità che il videogioco ha in più occasioni dimostrato di portare con se.

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