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Cari livelloidi,

oggi vi tocco un Mostro Sacro!

In questo articolo muovo una critica alla serie di Fallout (Bethesda), andando oltre la sua facciata anti-consumista e mostrandone i presupposti ideologici liberali, liberisti ed anarco-capitalisti nascosti nella narrazione e nelle meccaniche di gioco.

@kenobit vediamo se si apre un dibattito interessante

lamacchinadesiderante.org/ideo

@lamacchinadesiderante @kenobit Letto! Purtroppo non credo di avere abbastanza conoscenza di Fallout per portare avanti una discussione di carattere politico economico e quindi sociale sul gioco, però l'ho trovato molto interessante e mi ha messo voglia di rispulciarmi molte cose sulla filosofia che ho lasciato in stasi da forse troppo tempo. Grazie!

@SQDboi e questa mi sembra già una piccola vittoria! Grazie a te per aver letto!

@kenobit

@lamacchinadesiderante @kenobit interessante lettura di Fallout. Ma non sono d'accordo sull'analisi del mondo reale. In particolare non mi convince la semplificazione di "liberale" (!= liberista) => proprietà privata => patriarcato. La proprietà privata è libertà, ciò che pone i limiti, una donna è "proprietaria" del suo corpo e delle sue cose, il contrario del patriarcato. Sul sistema economico, le politiche keynesiane (dominanti) hanno dimostrato di essere fallimentari, aveva ragione Friedman.

@lamacchinadesiderante @kenobit Ho dato un'occhiata pure all'altro pezzo sul reddito di base, ma non ho tempo di leggerlo bene ora. Però mi hai conquistato con «Friedman sembra avere una concezione parmenidea della povertà: il povero è povero, il non-povero non è povero. Il povero è povero e non può non esserlo». Questi sono i tipi di contenuti che mi piace da matti leggere e analizzare! ❤️

@svityboy

Ciao, grazie per aver letto l'articolo!

Io in realtà distinguo il padre del liberismo (Adam Smith) dai padri della tradizione liberale (Locke, Hobbes) e quelli che mescolano entrambe le idee (Nozick, Rothbard).

L'idea che la proprietà privata (del corpo, ma non solo...) sia necessaria a porre dei limiti parte dal presupposto di una natura umana che tende alla sopraffazione e alla violenza.

(1/2)

@kenobit

@svityboy

Ma questa stessa idea è figlia della cultura patriarcale, ed è smentita dagli studi sui matriarcati (dove non esiste la proprietà privata ma nessuno va in giro a violentare le persone).

In merito a Friedman, a me le sue teorie sono sempre sembrate delle assurdità logiche, che tra l'altro non mi sembra si siano mostrate particolarmente di successo in quarant'anni di neoliberismo.

@kenobit

@svityboy

In generale l'idea che una persona si percepisca come soggetto unitario, che il corpo sia "naturalmente" di sua proprietà solo perché se lo ritrova attaccato alla testa (e non di proprietà della comunità / di proprietà di nessuno) deve presupporre un'impalcatura legislativa che lo permette. Deve esserci "diritto" perché ci sia "diritto sul corpo".

@kenobit

@lamacchinadesiderante @kenobit Un punto critico è: «natura umana che tende alla sopraffazione» da nietzschiano devo dirti: è così, nel senso dell'uomo-bestia vs uomo civilizzato (la psicanalisi nasce lì). Negare la bestia è negare l'uomo imo, ma non significa che l'uomo debba essere sempre violento, dipende da come si configura ed evolve (e 'quanto') tale civiltà. (segue)

@lamacchinadesiderante @kenobit Dici bene ciò implica una legislazione, dato che non esistono diritti naturali, il più forte può sempre affermare che è un suo diritto, in quanto forte, prevalere sul debole. La mancanza di tale barriera è ciò che impone la necessità di definire con chiarezza (poi si tratta di definirla bene) la proprietà privata insieme ad altri diritti fondamentali dell'uomo.

@svityboy ma siamo sicuri che Nietzsche per "volontà di potenza" intenda la prevaricazione e la sopraffazione? Non rischiamo di confondere i potenti con i prepotenti? Per guerra lui intende proprio la guerra fatta con le armi?

@kenobit

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