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Qualcuno di voi vive o ha mai vissuto in un ecovillaggio? Avete mai pensato di provare?

(per : lasciare che siano gli altri a condividere idee ed esperienze, in alternativa al condividere qualcosa fatto da sé)

@lamacchinadesiderante ne ho sentito parlare poco tempo fa e volevo andare a visitare quello di Pistoia, dove sta una conoscente che ce ne ha parlato. Non so ancora se faremo in tempo ma sarei curioso :)

@lamacchinadesiderante
Io conosco qualche realtà e persona che ci abita o ci ha abitato.
In ecovillaggi in senso stretto non ci son stato, però ho abitato in situazioni simili, condividendo la gestione e l'abitazione di luoghi come poderi o cascine con gruppi più o meno grandi di persone.

@Nuin Interessante! Il processo decisionale come funzionava? Come venivano gestiti i conflitti?

@lamacchinadesiderante
Nelle varie situazioni i metodi son sempre diversi anche se molto simili tra di loro. In sostanza si cerca di dialogare in maniera equa, lasciando lo spazio ad ognuno di potersi esprimere senza essere interrotto, affrontando i temi o le decisioni da prendere in modo che la soluzione sia d'accordo con tutti e tutte. E soprattutto impegnandosi nell'usare una comunicazione non violenta.
Insomma, accorgimenti che dovrebbero poter essere validi in ogni contesto sociale.

@lamacchinadesiderante per fare questo a volte vengono anche usate delle metodologie specifiche, perché chiaramente non sempre è facile per tutti essere moderati e rispettosi, più o meno evidentemente.

@Nuin ma è mai capitato di doversi ritrovare ad allontanare qualcuno dalla comunità?

@lamacchinadesiderante da alcune testimonianze che ho sentito sì, in alcuni casi in cui magari c'era una persona non proprio amichevole.

Poi magari più in generale in progetti comunitari è facile che si creino dei disaccordi e che magari i gruppi si dividano.

@Nuin immaginavo si creassero queste dinamiche.

In futuro mi piacerebbe passare un periodo in un ecovillaggio, non tanto per poi viverci in modo permanente, piuttosto per osservare con occhi da antropologo come si evolvono i rapporti all'interno di un gruppo in situazioni non-competitive.

Da un lato però ho sempre pensato che il comunitarismo come filosofia avesse il punto debole di considerare sempre i rapporti come positivi e benefici, trascurando i conflitti di volontà.

@lamacchinadesiderante
Più che altro si cerca di trasformare i conflitti in qualcosa di positivo proprio perché abitando così a stretto contatto si vuole cercare di creare un ambiente il più sereno. Ma c'è anche il problema che spesso chi si trova ad abitare in comunione non è per forza amico in partenza, e quindi magari non c'è tanta affinità se non per la volontà di abitare in un ambiente simile.
Sicuramente sorgono dei contrasti se il tipo di visione è un po' ingenua.

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