Street Fighter è una serie di videogiochi diseducativa non tanto perché simula degli incontri violenti, piuttosto perché polarizza i personaggi in una dicotomia bene/male. Non esistono Ryu e Ken (il Bene). Non esiste neanche Bison (il Male). Nella realtà i fighter che praticano MMA o altre discipline sono generalmente personalità borderline prepotenti e prevaricatrici (ma nella loro testa sono Ryu). Non è vero che gli sport da combattimento e le arti marziali insegnano umiltà e rispetto.

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Poi si potrebbe discutere del paradosso che i corpi dei personaggi vengano sessualizzati, ma il loro carattere sia desessualizzato (a nessuno interessa scopare, solo combattere). O del fatto che nel 2022 (attendendo il sesto capitolo) l'immaginario della serie sia rimasto ancorato agli anni 80 e non si sia minimamente evoluto.

Negli anni Capcom ha lavorato (bene) sul gameplay, ma ha lasciato da parte la caratterizzazione. L'unico personaggio che sfugge alla suddetta polarizzazione è Akuma.

@lamacchinadesiderante a parte questi discorsi sacrosanti, il nuovo design è artisticamente "brutto". Senza se e senza ma. Appiattimento globale della direzione artistica. Scelte stilistiche pacchiane. Che amarezza...

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