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Giochi su cui passavi pomeriggi da giovane con solo un piccolo aiuto dal manuale e adesso a vederli ti danno quella sensazione di essere davanti a uno schermo di rumore bianco.

Ora che abbiamo più spazio, grafica, testo, ecc però, mi sembra che si finisca spesso per investire i giocatori con masse di informazione e segnali da creare anche oggi lo stesso livello di disorientamento.

Una volta erano limiti tecnici (poco evitabili), oggi usabilità e design (e potremmo fare di meglio?).

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@silverdrakkar il disorientamento che divertiva e non diverte più perché mal offerto, è un bel punto di partenza su cui ragionare.

La mole di dati è diversa nell'offerta. Oggi è sempre più esterna, l'aiutino a schermo, l'oggetto evidenziato, il video di youtube da tenere aperto. Mentre prima in parte erano dati che si formavano nella testa e finivano per appartenerci. C'era più interconnessione. Oggi molti giochi nascono intorno a una IA babysitter e si diventa passivi in un sistema interattivo

@silverdrakkar Due approcci agli antipodi che finiscono per disorientare in modo simile. Claustrofobico il primo, agorafobico il secondo.

@silverdrakkar hai dimenticato di citare i 20 minuti di filmato introduttivo non skippabile 😉

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